Vai al contenuto

Articolo: Rescue Can: la storia, l'evoluzione e la normativa sui nostri litorali

Attrezzatura per soccorso acquatico: Rescue Can professionale rosso per bagnini di salvataggio, su spiaggia italiana soleggiata con mare.
Attrezzatura

Rescue Can: la storia, l'evoluzione e la normativa sui nostri litorali

Se c'è un oggetto che nell'imagginario collettivo simboleggia il soccorso in acqua, è senza dubbio il Rescue Can (conosciuto semplicemente come "baywatch"). Questo dispositivo di salvataggio dalla forma idrodinamica e dal colore rosso brillante è ormai un elemento immancabile in ogni postazione di salvataggio. Ma come è nato e quali sono le regole per il suo utilizzo sulle spiagge italiane?


Dalle origini in California al soccorso moderno

Prima degli anni '60, il soccorso in acqua si affidava a salvagenti rigidi in sughero o pesante metallo. Strumenti poco pratici che, con il mare mosso, rischiavano di diventare pericolosi sia per il bagnino che per il pericolante.

La svolta arrivò alla fine degli anni '60 in California grazie a Bob Burnside, leggendario caposquadra dei bagnini di Los Angeles. Burnside ideò la prima "torpedine" in plastica stampata: leggera, galleggiante e con impugnature sagomate.

L'evoluzione tecnologica ha poi portato ai dispositivi di oggi:

  • Modelli cavi in polietilene: Leggeri e idrodinamici, perfetti per interventi rapidi.
  • Modelli riempiti in schiuma poliuretanica: L'eccellenza della sicurezza professionale (come i prodotti Made in Italy targati CAN SB). Anche nell'ipotesi di urti violenti contro scogli o pontili, l'acqua non penetra all'interno e la galleggiabilità resta del 100%.
  • Versioni XXL: Progettate per aumentare il volume di spinta e consentire il supporto simultaneo di più persone in condizioni di forte risacca o mare mosso.

Cosa prevede la legge italiana?

In Italia, la sicurezza balneare è regolamentata dalla Guardia Costiera (Capitaneria di Porto) attraverso le singole Ordinanze di Sicurezza Balneare emesse a livello locale.

Il Rescue Can è obbligatorio per gli assistenti bagnanti?

  1. Le dotazioni di base: L'ordinanza nazionale e i regolamenti locali indicano come dotazioni tradizionali obbligatorie per ogni postazione il classico pattino di salvataggio (moscone rosso) e il salvagente anulare con sagola galleggiante.
  2. Gli standard di soccorso attuali: Le ordinanze delle principali Capitanerie di Porto italiane richiedono espressamente che il bagnino sia dotato di dispositivi di salvataggio individuali a recupero rapido (boe rigide tipo Rescue Can o flessibili tipo Rescue Tube).
  3. Il protocollo didattico: Le principali federazioni italiane per la formazione dei bagnini (come FIN Salvamento e la Società Nazionale di Salvamento) addestrano i professionisti all'uso quotidiano del Rescue Can.

Nel soccorso moderno tra le onde, raggiungere un bagnante in difficoltà a nuoto con un Rescue Can fissato alla tracolla garantisce una velocità di intervento e un livello di protezione personale che il classico salvagente anulare non può offrire.


Quale modello scegliere per la tua postazione?

Nel nostro catalogo troverai due opzioni pensate per soddisfare ogni esigenza operativa:

  • Il modello Standard Made in Italy: compatto, idrodinamico e riempito in schiuma inaffondabile, perfetto per piscine, acque interne e interventi rapidi a mare.
  • Il modello XXL: la versione maggiorata ad alta galleggiabilità, ideale per soccorsi multipli (fino a 2 persone) e condizioni di mare molto mosso.

Dal nostro blog

Leggi di più

Defibrillatore DAE nel 2026: È davvero obbligatorio? Guida pratica a norme, funzionamento e manutenzione
Attrezzatura

Defibrillatore DAE nel 2026: È davvero obbligatorio? Guida pratica a norme, funzionamento e manutenzione

Il Defibrillatore Semiautomatico Esterno (DAE) è uno di quegli strumenti di cui tutti parlano, ma su cui regna spesso una gran confusione normativo-tecnica. È obbligatorio per la mia attività? Come...

Per saperne di più